Il mio bicchiere mezzo pieno

Succede una mattina di Novembre, quando fuori il sole inizia a far capolino tra le nuvole e la città è ancora assopita.

Succede, che stai andando a lavoro e sei nel turno early e per una volta stai uscendo di casa in tempo per poter fare tutto senza correre e la cosa ti rende molto orgogliosa.

Succede che sei vestita con giacca, sciarpa guanti e cappello - e tua figlia stile omino michelin- perché sai che affronterai il freddo mattutino in bici.

Succede che non trovi le chiavi, di quella bici.

Panico: tasche della giacca setacciate, borsa svuotata, tasche dei pantaloni del giorno prima controllate.

Nulla

A questo punto la scelta rimane tra il continuare a cercare buttando per aria casa e rischiando di fare irrimediabilmente tardi, o lanciarsi in strada alla ricerca di un tram.

Patatina forza andiamo CORRI, oggi si prende il tram.

Una mano sulla sua, borsa a tracolla, borsa con il pranzo e giacca per la pioggia nell’altro braccio, zainetto della scuola anche, telefono in mano per controllare l’applicazione 9292 per vedere qual’è la prima connessione bus o tram disponibile verso la prima meta, ovvero l’asilo.

Mamyyy Peppa piiiig!

Ok corro la prendo ma andiamo ti prego corri ora.

Sono 500 metri fino alla fermata del PRIMO tram, possiamo farcela.

Lo prendiamo al volo, evvai siamo grandi! Tra due fermate dobbiamo cambiare per il secondo tram..Eccolo che sta arrivando, corri!!!

No, non ce la faccio se corre..è già in mood lento, ok la prendo in braccio.

Con il cuore in gola sono sul tram, ormai è fatta siamo quasi a scuola.. Suono, ciao piccola bacino.. Scappo!

Riprendo il tram, ovviamente al volo, tre fermate e poi cambio con l’ultimo tram della mattinata.

Incredibile sono perfettamente in orario. E penso.. Ho potuto ammirare una splendida alba dalle tinte rosa pastello dal tram chiacchierando con mia figlia. Ho potuto iniziare la mattinata facendo qualcosa di diverso. Finita la giornata di lavoro ho ammirato questa volta uno splendido tramonto, ho fatto le cose con calma e a ritorno siamo passate a prendere una pizza al supermercato.

Non bisogna mai attaccarsi alle abitudini, ma piuttosto imparare ad essere flessibili come un piccolo fiore che si fa strada tra il cemento.

malaikadany

Nata in Italia nel 1980 con l'immenso desiderio di viaggiare e conoscere luoghi e culture sempre nuove. A 28 anni mi sono trasferita in Kenya dove ho vissut anni stupendi. Ora mi trovo in Olanda dove vivo con i miei due compagni di vita ed avventure, marito e figlia! Ci fermeremo? Non lo sappiamo! Siamo una specie migratoria!!!

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5 Responses

  1. Roberta scrive:

    Quanto è vero, a volte basta davvero poco per cambiare prospettiva… ed io che sono un’abitudinaria per natura dovrei ricordarmelo più degli altri. BTW complimenti per il blog

  2. Bellissima e vera la tua conclusione!

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