Attraversando il Kenya a bordo di Matatu: da Malindi a Taita

Siamo al secondo episodio del viaggio che qualche anno fa mi ha portato ad attraversare il Kenya, spostandomi solo con mezzi locali. In questo post mi soffermerò sulla mia prima esperienza a Taita, che tanto avevo sognato durante i miei mesi a Watamu,e che finalmente si stava avverando…

Abbiamo lasciato Malindi in una calda serata di metà Aprile. Il nostro coach partiva dalla stazione degli autobus diretto a Nairobi, ma noi ci saremmo fermati a metà strada,a Voi.. L’autobus era sovraffollato, e l’aria condizionata era rotta (farei prima a dire quando funziona piuttosto che quando non va a dir il vero..) Ricordo ancora il cielo pieno di stelle lungo la Malindi -Mombasa, e non sapevo che in pochi mesi avrei percorso quella stessa strada ogni settimana, di notte…

On the way to..Taita

On the way to..Taita

Siccome io potrei dormire anche su un letto di chiodi dentro una discoteca…non ho molto da raccontare riguardo il viaggio notturno fino a Voi..so solo che una volta arrivati, verso mezzanotte, abbiamo cercato subito un hotel che ci accogliesse per quella notte, visto che l’indomani saremmo saliti sulle colline per passare un paio di giorni con la famiglia di mio marito. E se l’hotel a Lamu la prima notte mi faceva pensare al peggiore dei film horror..anche qui non ne andavamo lontano (beh che pretendi, direte voi, se ti ostini a non voler spendere più di 4 euro per dormire?) Ovvio, che mi devo aspettare? In ogni caso la notte sarebbe passata presto, e in fondo basta chiudere gli occhi e pensare di essere in un grand hotel..(magari nella camera più bruttina…o in quella dello staff…o nella cantina…)

Finalmente è mattina. Alla stazione dei matatu di Voi dobbiamo aspettare il nostro mezzo per salire sulle colline, direzione Wundanyi. Il matatu è li, ma non è pieno. A che ora parte? Non si sa. quando sarà pieno partiremo. E così, dopo circa 45 minuti cominciamo ad arrampicarci su per le Taita Hills, e io mi sento un po’ come La Masai Bianca (solo che non qui non sono Masai).. Beh la casa dei miei suoceri si trova immersa nella vegetazione, tra lo Tsavo est e lo Tsavo Ovest, e gode di uno splendido panorama sulle colline. Io Amo quel posto.

verso la shamba, Taita

E’ anche casa mia, è come se ne avessi sempre fatto parte. Per arrivare bisogna attraversare il bush e il fiume (guadarlo a piedi!!), passare dalla shamba e arrampicarsi su, su e ancora su per ripide strade di terra rossa. In queste zone fino a poco tempo fa era anche facile imbattersi in leoni, iene, babbuini e tutt’ora durante la stagione secca si spingono fin qui gli elefanti. Che emozione, mi sento libera e felice come non mai.. Qui non arriva la corrente elettrica, i cellulari non prendono, e gli unici rumori sono il chiacchiericcio della gente, il belare delle caprette, galli e galline…si cena presto perché l’unica luce è quella delle lanterne, e poi si rimane a guardare le stelle, che sembra di poter toccare con una mano. Qui si entra veramente in contatto con la natura, ci si dimentica della città e dei suoi rumori…si ricomincia a vivere la vera umanità, ad ascoltare il proprio corpo, si riprende contatto con il proprio “io”.

 

a passeggio per le colline

 

Non avrei mai lasciato quelle colline, e tutt’ora ogni volta che vi torno mi sento quasi commossa dalla bellezza e semplicità di quei posti e della sua gente, che ho ora la gran fortuna di avere per famiglia…

 

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