Attraversando il Kenya a bordo di matatu: Da Malindi a Lamu

Qualche anno indietro, a fine stagione (turistica..quindi Aprile..) io e quello che ora è mio marito abbiamo deciso di viaggiare per il Kenya.

Spiaggia di Watamu

Le risorse erano poche, non potevamo di certo permetterci lussi di Jeep o aerei, ma avremmo viaggiato in matatu e pullman.  Era proprio questo il bello..essere consapevoli della propria libertà, tutt’uno con la terra madre, accompagnati da tanta felicità e cuore aperto.  Siamo partiti da Malindi per Lamu, per poi passare a Taita, nel cuore dello Tsavo, a Nairobi, e ancora il lago Nakuru. Non contenti ci siamo anche spinti fino a Kisumu sul lago Vittoria,e abbiamo fatto un salto a salutare Mama Sarah, la nonna del grande presidente USA Obama a Kogelo.

Lamu

Così una bella mattina poco prima di Pasqua prepariamo i nostri zaini con l’indispensabile, facciamo i biglietti alla stazione degli autobus a Malindi, e verso l’ora di pranzo saliamo a bordo di uno sgangheratissimo coach in direzione Lamu.

Lasciandoci Malindi alle nostre spalle, la strada polverosa ci offre meravigliosi scorci sulla terra arida africana: non avevo mai viaggiato verso nord est in Kenya, è curioso scoprire come il territorio sia tanto diverso eppure sempre parte dello stesso Paese…

L’autobus prosegue rombante ed instancabile la sua corsa, trasportando noi e gli altri passeggeri (sì, io ero l’unica “Mzungu” in viaggio se ve lo stavate chiedendo..) sobbalzanti in sedili instabili e impolverati da finestrini non funzionanti.

On the way to Lamu: scorci dal finestrino

Lasciamo la Malindi -Garsen Road in direzione Witu, e la strada diventa ancora più polverosa e sobbalzante…

Nel frattempo salgono a bordo anche dei poliziotti armati come scorta, non essendo queste una delle zone più tranquille del Paese..

Facciamo una sosta a Witu dove scende qualcuno, e come sempre in Africa, accanto ai finestrini si affollano venditori di bevande fresche, uova sode, dolcetti fritti, noccioline e quanto più vi possa venire ancora in mente.

Dopo circa 5 (o forse 6..) ore, abbastanza spossati ma di ottimo umore, arriviamo a Mokowe, dove finisce la corsa del nostro coach. Lamu è davanti a noi, a soli 20 minuti di barca. Ovviamente rimanendo coerenti al nostro credo (risparmiare, risparmiare, e ancora risparmiare) lasciamo la barca veloce a favore della barca “normale”, dove veniamo caricati assieme ad una 30ina di persone (dubito fortemente che la capacità massima della barca arrivasse almeno a 15 persone..), schiacciati e in procinto di finire in acqua..ma alla fine raggiungiamo la magica Lamu. Essendo ormai tardo pomeriggio la prima cosa da fare è cercare una stanza per passare la notte.

sleepy Lamu

Dopo aver visionato un paio di “Bed and Breakfast” locali, dove la stanza più bella aveva 8 ragnatele, muri scrostati, una lampadina fulminata funzionante ad intermittenza… optiamo per un alberghetto dalle sembianze decenti e soprattutto molto economico: contrattando un po’, siamo riusciti ad avere la stanza per circa 10 euro a notte, compresa la prima colazione. Tutto perfetto, se non fosse che..”pole sana rafiki”.. ma per questa notte è disponibile solo una stanza al piano terra…Che era un modo gentile di dire la stanza orribile che destiniamo a quegli ospiti che vogliamo torturare. Che fare? ormai ci siamo. Rimaniamo qui..una notte in fondo passerà presto…

L’indomani, alzandoci tutti doloranti per il materasso semi inesistente che ti fa sentire un fachiro su un letto di chiodi, dopo una lauta colazione a basa di chai, uova, pane e marmellata con mosche (ci dovrò fare l’abitudine lungo questo viaggio..) dopo aver prontamente traslocato nelle “suite”, partiamo alla scoperta di Lamu.

Nel Dhow attraverso le mangrovie

Incantevole località swahili, dove non passano auto e il rumore dei motorini è un lontano ricordo, e dove i graziosi asinelli trotterellano carichi di merci o di persone lungo gli stretti vicoli tortuosi. Qui decidiamo di farci un bel giro a dorso di mulo fino alla spiaggia (esperienza a dir poco esilarante..) e nel pomeriggio una romantica gita sul dhow al tramonto…Romantica e squattrinata come al solito..è vero che eravamo solo noi due e l’equipaggio, ma nel vecchissimo dhow da noi prescelto non mancavano orripilanti “insetti” del legno dalla forma di ragni che ci assalivano da ogni lato…oltre al fatto di esserci ritrovati quasi rovesciati dalle onde durante la traversata!! ma l’avventura ci piace e ci affascina, e una volta superato il canale delle correnti il nostro dhow navigava dolcemente lungo le acque, lasciandoci godere di panorami meravigliosi…

Io e l’asino

Durante la nostra ultima giornata a Lamu, oltre ad un po’ di sano e meritato relax in spiaggia a Shela, abbiamo anche avuto la fortuna di assistere ad una messa gospel in una chiesa locale (considerando che Lamu è quasi completamente musulmana!), esperienza toccante e davvero emozionante!

Da Lamu siamo tornati verso Malindi, sempre con autobus sgangherato (e il ritorno è stato molto pesante, più stancante della partenza ..) dove avremmo sostato un paio di giorni prima di riprendere il lungo viaggio che ci avrebbe portato al nord del Paese, fino ai confini Ugandesi…

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