Viaggio in Kenya: dalla vacanza, alla casa

Qualche post indietro vi parlavo di Viaggio in Kenya, con le relative impressioni e personaggi del caso.

Oggi, a distanza di qualche mese, vorrei approfondire il caso. Il caso del Mal d’Africa, di quella malattia emozionale e sensoriale che colpisce molti di noi viaggiatori una volta toccato il suolo africano.

Mayungu – Watamu

Ovviamente posso parlare di Kenya, di cui ho esperienza in prima persona.

Durante il primo viaggio nella terra di “Mama Africa“, si rimane subito inevitabilmente e profondamente colpiti dalle incredibili bellezze di questa terra: panorami sconfinati, tramonti incantati, albe suggestive in riva al mare, sorrisi calorosi, visi splendidi. Impossibile non restare coinvolti da queste bellezze…

Io dopo il mio primo viaggio ho deciso di tornare e rimanere a vivere in Kenya. Non sapevo cosa avrei fatto ma sapevo che era la strada giusta e l’unica da seguire. Così, armata di ottimismo, coraggio, spensieratezza e con la certezza che avrei vissuto una grande avventura, a distanza di 2 mesi dalla mia prima visita in Kenya sono partita!!

Ora a distanza di anni e di situazioni vissute posso dire con assoluta certezza che i miei primi 6 mesi in Kenya sono stati tra i più belli della mia vita. Non avevo soldi, vivevo una vita semplice, assolutamente lontana mille miglia dalla vita dei “bianchi” della costa kenyota: niente camera in villaggio, niente comfort, niente serate ai lussuosi ristoranti italiani o inglesi. IO vivevo (quasi) come una kenyota. Addirittura i beach boys non mi fermavano più per chiedermi soldi o altro, sapevano che probabilmente loro ne avevano più di me!!

Tantissime persone sognano di trasferirsi in Kenya. Perchè tutto sommato, si sta bene.

Ma quello che si vive stando in villaggio non è sempre la realtà anzi…ci sono mille problemi quotidiani con i quali lottare, e anche se ora ripensandoci ci rido su, vi assicuro che viverli giorno dopo giorno, se non si è abituati, è tremendamente stancante.

  • La corrente elettrica. Ok, se avete i soldi vi affittate un bell’appartamento in un residence con generatore ed è fatta. Se partite all’avventura e vi affittate un piccolo appartamento chissadove nel bush quando la luce va via…accendete le candele. E sperate di non avere il frigo troppo pieno…altrimenti vi tocca invitare a mangiare tutto il villaggio x non far andare a male quel che c’è dentro… Sorvolo poi sul dormire con 40 gradi senza ventilatore..
  • L’acqua. Mi è capitato un sacco di volte di rimanere insaponata sotto la doccia e quando fai x riaprire il rubinetto…non scende nemmeno una goccia d’acqua. Eh, la tanica è finita. Bisogna aspettare che vengano a riempirla…tra 3 giorni. Ma io che faccio insaponata x 3 giorni???? (E da quest’esperienza imparai a riempire i bottiglioni di 5 lt di acqua e tenerne un paio in bagno…)
  • Lavare tutto a mano. Dopo un po’ di imbranataggine iniziale si può imparare dalle donne locali come lavare i vestiti nelle bacinelle di plastica, consumando meno acqua possibile. La schiena (non) ringrazierà. In compenso se fatto al sole assicura una gran bell’abbronzatura…:-)
  • La pioggia..che quando inizia non smette..e se sei in una di quelle giornate senza corrente elettrica non hai davvero nulla da fare…

Malindi, silversand

  • Zanzare, scarafaggi….scolopendra. Passi x le zanzare, ci fai l’abitudine. Passi per gli scarafaggi che potresti far diventare il tuo nuovo animaletto domestico. Ma se vi imbattete in una scolopendra, per di più di notte mentre (senza luce) vi alzate per andare in bagno…non resta che pregare di non passarle vicino con il piede! Non mi è mai capitato di pestarla, x fortuna, ma dicono che la sua puntura sia una delle cose più dolorose che ci siano..oltre a dar febbre alta..
  • Spostamenti con mezzi pubblici. A tassametro variabile. Prendere un tuk tuk, un matatu o un semplice boda boda (passaggio in bici o in moto) assicura spostamenti (veloci?) per tutta la costa. Non assicura sempre di arrivare sani e salvi purtroppo… Mezzi molto economici, ma a tariffa variabile. Più hai la faccia da turista e più ti costa.
  • Fare la spesa: ok frutta e verdura, ma sorvoliamo sulla carne.
  • Internet. Se non hai una chiavetta internet vai all’internet point..che se in un’ora riesci a mandare una mail ti va alla grande.
  • La burocrazia e la polizia. QUI è facile. Se hai i soldi ce la fai, se non li hai è una corsa ad ostacoli. E chi vuol intendere intenda…

My home n°2

Io però alla fine mi sono davvero divertita a vivere in Kenya. Tra alti e bassi, vi ho passato momenti splendidi che solo l’Africa può regalare. Ma questa è davvero una lunga storia…

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5 Risposte

  1. Alla ricerca di Shambala ha detto:

    ciao Daniela, arrivo oggi sul tuo blog non so neanche attraverso quali percorsi e mi ritrovo in queste tue parole, ho una carissima amica che l’anno scorso si è trasferita con famiglia a Diani e riconosco molte delle sue descrizioni. Si chiama Veronica. Seguirò con piacere il tuo blog. Monica

  1. 17 marzo 2015

    […] è stata la mia prima casa in Kenya, dove tra il 2008 e 2009 ho passato la prima parte della mia vita africana, la parte forse più […]

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