In treno con la Vale

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Da quando sono arrivata nei Paesi Bassi ho avuto la fortuna di incontrare tante splendide persone e stringere belle amicizie. Una di queste è proprio la Vale, uno dei miei punti fermi qui a Den Haag.

Valentina viaggia spesso in treno, non solo per lavoro ma anche in viaggi internazionali (detesta volare), e prendendo parte alle sue avventure via whatsapp ho pensato che sarebbe stato molto interessante condividere con voi le sue storie.

Iniziamo intanto con le presentazioni!

Mi chiamo Valentina, sono nata nell’84 e ho iniziato a sognare di uscire dai confini quando ancora studiavo alle superiori, intorno ai 17 anni.

Provengo da una famiglia che non è mai stata molto stanziale sul territorio italiano: i bisnonni all’avventura in America; la loro discendenza che ha attraversato tutta l’Italia per trovare più possibilità lavorative (anche scendendo al sud, un centinaio di anni fa) e altri zii e cugini che si sono spostati in diverse parti del mondo. Per me la mia casa è ogni luogo in cui sto bene. Il pensiero di spostarmi, se necessario o se desiderato, non è mai stato un peso. Ho alle spalle 14 traslochi in altrettante case diverse. La mia esperienza con l’estero inizia all’età di 18 anni, quando ho vissuto a Grenoble per imparare il francese, due mesi completamente immersa in una cultura diversa che mi hanno cambiata tanto. Dopo diverse difficoltà personali, nel 2010 ho ricevuto la prima chiamata dall’estero per una offerta di lavoro che purtroppo non è andata in porto. Ma quella chiamata mi ha fatto perdere la testa. Da quel giorno avevo un solo obiettivo: lasciare l’Italia, che iniziava a starmi stretta per troppi motivi – culturali, lavorativi, economici. Ho aspettato il momento giusto e l’opportunità giusta ed ora eccomi qui nei Paesi Bassi da un anno, felice di essermi trovata in un posto che, per ora sono contenta di chiamare casa.

3 cose che porto sempre con me nei traslochi: il mio pianoforte, il mio libro “speciale” e il mio computer.

Un solo imperativo: evitare l’aereo a tutti i costi. Evviva il treno!

 

Sognare l’estero con i piedi per terra

Per com’è fatto il mio carattere, cerco di ponderare bene ogni passo della mia vita. Sognare di andare a vivere all’estero, nella mia mente, non era solo fare la valigia e partire. Ma era qualcosa di più strutturato: investire il più possibile sulla mia carriera in Italia e approfondire le conoscenze del mio lavoro per poter trovare più facilmente un lavoro in un altro Stato.

Ho letto decine di blog e di siti web per anni prima di capire cosa fare e come farlo. Mettere giù una lista di desideri e studiare la situazione. Questi sono gli approfondimenti che ho voluto fare:

  • dove andare – qual è lo Stato dove potrei trovarmi meglio?
  • quali sono le mie priorità? il lavoro, il benessere, il cibo, la gente?
  • quali sono i luoghi in cui potrei riscontrare meno difficoltà per le lingue conosciute?

 

e se alla fine della mia ricerca trovavo qualcosa di interessante, la domanda finale era:

  • è un paese accogliente?
  • riuscirò ad essere soddisfatta della mia scelta?

Perchè..diciamocelo. Quanti hanno impacchettato l’indispensabile, si sono ritrovati senza alcuna informazione o lavoro in un posto completamente nuovo e sono letteralmente sbattuti con le difficoltà pratiche della lingua straniera, il lavoro, la casa, le facce nuove, le nuove abitudini, la famiglia e gli amici lontani? E quanti di questi dopo qualche tempo hanno rifatto i pacchi e sono tornati a casa, spesso con la coda in mezzo alle gambe?

Credo tantissimi. Sognare terre lontane e paradisi perduti non è sufficiente e a volte aggiungere la buona volontà non basta.

Davanti a me si prospettavano 2 scelte: la Svizzera e i Paesi Bassi. Questi erano i due Paesi che per n-mila motivi potevano essere dei luoghi che mi avrebbero reso felice.

Tra questa (brevissima) lista e il momento in cui le cose si stavano concretizzando sono passati 5 anni, 5 lunghissimi anni in cui non ho smesso di mettercela tutta in quello che stavo vivendo, come investimento per il mio futuro.

Una cosa che ho imparato dalla vita è stata quella di concentrarsi sempre sul presente, immaginando il futuro senza farne un’ossessione.

Come dicevano alcune persone importanti della mia vita: “Sii acqua”. Scorri e adattati alle circostanze, non fermarti al primo ostacolo ma trova sempre un modo per superarlo o per evitarlo. Non crearti aspettative. Solo così si arriva alla meta felici.

Alla fine sono stata chiamata da una multinazionale proprio nei Paesi Bassi. 10 mesi tra colloqui, attese, mail, test psico-attitudinali, offerte negoziate ma alla fine ho superato tutti i test rispetto ad altri candidati provenienti da altri Stati. Tutto il lavoro e gli studi che ho fatto negli anni passati sono assolutamente serviti. Non è stata solo fortuna, anche se ammetto di aver avuto gli agganci giusti per poter essere chiamata. Ma anche quelli sono nati dal lavoro fatto negli anni precedenti. Ogni singolo gesto, ogni singola parola porta a delle conseguenze che possono essere positive o negative.

Ho fatto i pacchi per la tredicesima volta (si! all’attivo ho 14 traslochi, di cui molti fatti orgogliosamente da sola), questa volta con destinazione Amstelveen, a sud di Amsterdam. Dopo 32 anni vissuti in Italia, eccomi in terra straniera.

Tante cose sono state facili all’inizio ma altrettante non lo sono state. Una delle belle cose dell’Olanda è che la burocrazia è trasparente e non troppo complessa e il primo impatto è stato decisamente buono. La casa mi è stata fornita dalla mia società, nel giro di 3 giorni avevo il mio nuovo codice fiscale olandese, il conto in banca e l’assicurazione sanitaria. Di contro, non avendo mai parlato inglese tutti i giorni (nonostante lo conoscessi abbastanza bene) mi sono ritrovata a pensare in modo diverso e spesso non sono riuscita a esprimermi come volevo. Ma con il tempo le cose sono andate meglio. Sono comunque riuscita a farmi amici con expat non italiani e ho ricostruito una meravigliosa vita in questo Paese che reputo a volte magico. Non mi lamento di quello che ho, sono felice di ciò che ho costruito, di quello che sto vivendo e delle possibilità che mi sono messa davanti. E sono certa che una volta imparato l’olandese, le cose andranno ancora meglio.

 

Se davvero si desidera cambiare vita, si può iniziare ovunque si è. Impegno, studio e determinazione. Il resto è solo una conseguenza.

malaikadany

Nata in Italia nel 1980 con l'immenso desiderio di viaggiare e conoscere luoghi e culture sempre nuove. A 28 anni mi sono trasferita in Kenya dove ho vissut anni stupendi. Al momento mi trovo in Olanda con la mia splendida bambina e viaggio appena posso.

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