Lisbona e il vento tra i capelli

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Lisbona, una delle città che più hanno saputo colpirmi e farmi innamorare a prima vista.

Lisboa

Lisbona è magica con i suoi colori caldi, affascinante con le sue stradine strette, gioiosa con il suo vento che ti scompiglia costantemente i capelli; Lisbona se fosse umana, mi farebbe pensare ad una ragazza vivace e allegra che si gode la vita con un gran sorriso.

Torre di Belem Lisbona

Tram Lisbona

Sono stata a Lisbona qualche anno fa in un weekend Pasquale, e questa città non ha mai smesso di pulsare nel mio cuore: Lisbona va girata a piedi, va vissuta, assaporata ed esplorata lasciandosi trasportare dalle sensazioni che questa città sa regalare.

Non avevo ancora il mio blog a quei tempi, ma tanti sono i ricordi di questa città che porto con me, e non nascondo di aver voglia di tornare ad esplorarla, insieme con il resto del Portogallo.

Piazza del commercio

Non troverete in questo post suggerimenti su dove dormire o cosa fare a Lisbona, ma solo ricordi sparsi e catturati nelle foto di questa decadente e affascinante città: lascio i consigli per un prossimo post, quando il destino mi porterà nuovamente a perdermi tra le vie della capitale Portoghese.Lisbona, Ponte 25 Abril

Lisbona

A Lisbona si mangia anche meravigliosamente bene: porto ancora con me il ricordo dei favolosi Pasteis de Nata, i pasticcini tipici portoghesi, o l’onnipresente merluzzo o baccalà, come il divino bacalhau à bras.

Monastero do Jeronimos Lisbona

Il ricordo che ho di Lisbona è di una città che mi ha stupita: diversa dalla vicina Spagna, da un’animo ribelle e autunomo, capitale di una Nazione che in un certo senso è sempre rimasta fuori dalle dinamiche internazionali pur sapendosi conquistare un’importante fama soprattutto in periodo coloniale.

Lisbona per me è sempre stata sinonimo di indipendenza, una donna che ha sempre preso la sua strada senza seguire troppo gli altri, fiera e bellissima.

Ao Viandante

Al Castello San Jorge, nello splendido giardino che sovrasta Lisbona e tra gli alberi secolari si può leggere questo bellissimo poema, che ha catturato immediatamente la mia attenzione:

AL VIANDANTE

Tu che passi e tendi a me il tuo braccio
Prima di farmi del male, guardami bene.

Io sono il calore del tuo focolare nelle fredde notti d’inverno
Io sono l’ombra amica che trovi sotto il sole di agosto
E i miei frutti sono frescura appetitosa che sulla via la tua sete sazia

Io sono la trave amica della tua casa, la tavola della tua mensa, il letto
dove tu riposi, il legno della tua nave

Io sono il manico della tua zappa, la porta della tua dimora
il legno della tua culla e della tua bara.

Io sono il pane della bontà e il fiore della bellezza.

Tu che passi, guardami bene e non farmi male.

C’è chi dice che l’opera sia di un autore rimasto anonimo, chi la attribuisce a Veiga Simões, datata 1914.

A me è piaciuto sedermi sotto questi alberi, a godere della loro ombra e protezione, leggendo la poesia e ammirando la bellezza di questa nostra Terra.

 

 

malaikadany

Nata in Italia nel 1980 con l'immenso desiderio di viaggiare e conoscere luoghi e culture sempre nuove. A 28 anni mi sono trasferita in Kenya dove ho vissut anni stupendi. Al momento mi trovo in Olanda con la mia splendida bambina e viaggio appena posso.

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