Integrazione ed immigrazione in Olanda

Ho riflettuto molto sullo scrivere o meno questo post, su un tema particolarmente scottante per un’infinità di motivi, e sicuramente non facile né tantomeno leggero.

Non voglio far polemica, nè è mia intenzione giudicare caso per caso, e il rispetto lo devo a chiunque, ma onestamente il tema dell’immigrazione e il tanto sentir parlar male degli immigrati in Italia mi tocca e non poco.

Innanzitutto, io sono una immigrata: approdata in Olanda con un paio di valigie, senza lavoro, in cerca di migliorare la mia vita.

Poi, i miei figli sono mulatti,  e ne vado più che orgogliosa.

Una delle ragioni per cui, ormai sei anni fa, abbiamo scelto di emirgare in Olanda era proprio la grande integrazione e mescolanze di etnie che si trova in questo Paese, al contrario dell’Italia dove ancora si incontrano tantissime persone piene di pregiudizi che giudicano solo guardando il colore della pelle.

L’Olanda aveva diverse colonie in giro pe il mondo, dal Suriname in America del Sud all’indonesia, da cui tutt’ora provengono molti degli abitanti che popolano oggi i Paesi Bassi.

Qui è totalmente normale vedere donne con il velo alla cassa del supermercato o persone di origini africane lavorare in ufficio in posizioni più che rispettabili.

E onestamente non ci faccio nemmeno più caso, ma mi sembra del tutto naturale trovarmi ad una festa di Natale ad esempio con donne marocchine, qualche indonesiano, famiglie del Suriname, polacchi o pakistani.

Qui le popoazioni si mescolano creando nuove razze bellissime, si vive porta a porta con religioni differenti e non ci si volta per strada se passano delle donne somale con vestiti tradizionali.

Onestamente, quando sento parlare di immigrati in Italia, di criminali, delinquenti, che rovinano la società e tutto il resto, mi viene la pelle d’oca e mi si ribaltano le budella, e ringrazio il Cielo ogni giorno di non vivere più in un Paese che potrebbe chiamare con qualche brutto appellativo mia figlia che è per metà africana.

integrazione

 

Per carità, l’Italia si trova in un crocevia di passaggio dove sbarcano ogni giorno tantissimi immigrati in cerca di asilo, e tra loro ci sono sicuramente anche delinquenti, ma non solo, moltissime sono semplicemente persone per bene in cerca di un posto da poter chiamar casa, dove svegliarsi senza aver paura di essere morti. Sicuramente l’immigrazione illegale è una piaga sociale, che l’Italia non sa e non è in gradi di gestire, ma sembra che questa cosa stia letteralmente sfuggendo di mano.

Un Paese, l’Italia, dove ho sperimentato con i miei occhi, il diverso viene allontanato e denigrato ancor prima che possa aprir bocca. Dove se una persona di colore va a chiedere di comprare un gelato, i commessi rispondono male e chiedono di farsi pagare ancor prima che la persona possa ordinare.

Non vedo persone di etnie diverse, se non italiane, popolare gli schermi televisivi. Gli stranieri sono stranieri e vivono da stranieri. L’italiano medio è spaventato da tutto ciò che è differente e da ciò che non conosce.

Ma… Anche qui in Olanda ci sono delle pecche ed ahimè alcune delusioni sul tema del razzismo ed integrazione, come eventi durante i quali la polizia ha pestato a morte un antilliano solo perché tale, o le cosidette nutsschool scuole primarie “per bianchi”  dove il più scuro ha i capelli biondi e gli occhi azzurri,  che sono considerate il meglio del meglio, con liste di attesa lunghissime, dove mai e oi mai avrei segnato mia figlia.

Poi ci sono le zwarte school,  dove la maggior parte degli alunni sono provenienti da famiglie immigrate.

Ho cercato per lei una scuola dove ci fosse un buon numero di bambini stranieri, possibilmente di diverse nazionalità e dove non fossero solo bianchi, perché non volevo che si sentisse quella diversa, con la pelle scura e i capelli ricci ribelli anzi che liscissimi e biondi come una Barbie.

Ora lei ha amiche africane, marocchine, olandesi, indiane, polacche, tunisine, dei caraibi e così via.

La scuola di mia figlia è una scuola cattolica, dove non c’è il crocifisso in classe ma si celebra il Natale e la Pasqua.

Tantissimi sono i bambini musulmani che frequentano la scuola, che partecipano volentieri alle tradizioni della Chiesa Cattolica e che celebrano anche le loro di tradizioni: a scuola si parla di tutte le religioni e vengono accordati permessi di assenza per le festività principali delle altre religioni.

Anche io ho amiche e amici ormai provenienti da tutto il mondo, e trovo lo trovo del tutto naturale.

Mia figlia è stata battezzata, ha sul suo comodino una statua di Gesù bambino, una di Krishna e una di Ganesh.

Lei prega Krishna, di cui conosce tutto.

Poi ci sono anche gli Zwarte Piet, che tengono alta la bandiera della polemica del razzismo, ma in tutta onestà se qui in Olanda ci si lamenta di razzismo, dovrebbero tutti venire a fare un giro in Italia per capire come questa parola sia ancora, purtroppo, una terribile verità.

 

 

 

 

Potrebbero interessarti anche...

4 Risposte

  1. rossella kohler ha detto:

    Grazie per il tuo post. Hai ragione Daniela, anche se la realtà italiana è molto variegata, è ormai necessario affermare che la società italiana è purtroppo una società profondamente razzista. E sempre più. Io sono una nonna e ricordo benissimo che da ragazza si guardava con orrore a episodi di razzismo, per esempio, negli Stati Uniti. Si diceva: no, noi italiani non siamo razzisti. Invece era soltanto dovuto al fatto che noi ancora stavamo vivendo maggiormente il fenomeno dell’emigrazione e molto meno quello dell’immigrazione. Oggi che il fenomeno degli arrivi è diventato più importante (anche se ancora inferiore a quello di altri Paesi europei e di altre parti del mondo) tutto il peggio del razzismo è venuto a galla, si è intersecato con quello della crisi economica e si è incistato su una società che ha moltissimi problemi, ma che dovrebbe guardare verso ben altre direzioni per individuare i veri nemici.

    • malaikadany ha detto:

      Ciao Rossella, grazie per il tuo commento! Esattamente, ora in Italia si è incastrati nella paura e pregiudizio purtroppo. Speriamo che questa situazione cambi e che ci si svegli un po’..

  2. Paola ha detto:

    In Italia purtroppo non si fa nulla per integrare gli stranieri, in molte famiglie nordafricane – l’etnia più presente nel mio quartiere – le donne parlano l’italiano poco e male, mentre negli uffici il numero di stranieri è davvero basso e ovviamente l’apparenza deve essere quella di un italiano. In più di dieci anni nel settore finanziario ho avuto solo una collega mulatta di nazionalità italiana e due di origine straniera, ma perfettamente assimilate. La mescolanza di culture come la descrivi tu l’ho vista solo in Inghilterra, Paese che mi ha stupito e affascinato proprio per questo motivo, dove nessuno ti considera un immigrato bensì una risorsa! Stranamente in Francia nonostante il passato coloniale il razzismo è meno presente che in Italia solo nel senso che vedi persone di ogni colore di pelle al lavoro, ma quasi tutte le grandi città hanno dei quartieri-ghetto nei quali poi scoppiano ripetutamente problemi

    • malaikadany ha detto:

      Ciao Paola! Purtroppo alcuni quartieri-ghetto ci sono anche qui in Olanda. Nella mia città ad esempio ci sono quartieri considerati “neri” dalla popolazione olandese, poi alcuni ci vanno a vivere senza problemi, altri invece, non ci mettono piede. Io, personalmente, amo quei quartieri! Vivaci, colorati, e un mix di etnie incredibile. Per il resto non posso davvero lamentarmi per l’integrazione che si trova qui!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *