Crescere un figlio all’estero

malaikadany

Nata in Italia nel 1980 con l'immenso desiderio di viaggiare e conoscere luoghi e culture sempre nuove. A 28 anni mi sono trasferita in Kenya dove ho vissut anni stupendi. Al momento mi trovo in Olanda con la mia splendida bambina e viaggio appena posso.

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2 Risposte

  1. Valeria ha detto:

    Mi sono completamente rivista nel tuo post! Ho anch’io un bimbo di 3 anni e viviamo all’estero ad Anversa (quasi vicine).
    È tutto vero! Qui i bambini sin da piccoli vengono abituati all’indipendenza.
    Una settimana fa con la classe sono andati in gita e la cosa buffa è stata la preoccupazione dei nonni e zii italiani ! Non facevano altro che dirmi:”ma non è un po’ troppo presto ” ” tu non vai?” ” non farci stare in pensiero”!
    Poi non parliamo di quando si ammala…Per i medici 40 di febbre e’ solo una situazione normale…Certo consigliano sempre di tenere il bambino sottocontrollo senza accanirsi farmaceuticamente …ed anche qui partono le telefonate : ” sei sicura che questi medici siano competenti” ” cosa ..gira per casa scalzo???” ”

    Si vivere all’estero apre completamente la mente ed è una sfida almeno per me affrontare anche le difficoltà !!!

    A presto

    • malaikadany ha detto:

      Ciao Valeria! Ahahah già, ogni volta che andiamo in Italia abbiamo seri problemi di adattamento… Gira a piedi nudi in casa in inverno?? Va in giro senza cappello e senza sciarpa a 5 gradi? All’inizio magari faceva strano anche a noi, ma poi ci si abitua e si cerca di trarre il meglio da ogni popolo.. Solo avendo la mente aperta al “diverso” si può imparare qualcosa di utile.. Finché rimaniamo ancorati che le nostre abitudini sono le sole giuste, lasciamo poco spazio ad altre alternative possibili.
      Un abbraccio!!!

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