Come prepararsi all’espatrio

translation services

Oggi affronterò questo argomento non facile cercando di aiutarvi a capire cosa c’è dietro un espatrio, e darvi qualche dritta su come organizzarvi.

L’espatrio dovrebbe cominciare mesi e mesi prima, già nella nostra mente: realizzare che questo (qualunque sia) non è più ciò che vogliamo e che cerchiamo, e cercare un nuovo posto pronto ad accoglierci è un passo fondamentale e non facile.

vivere in Olanda

Fase 1: La consapevolezza

L’irrequietezza ormai fa parte di noi. Durante questa fase ci da noia tutto del nostro paese, non vediamo più vie d’uscita o possibilità. Ci sentiamo inadeguati e sofferenti e maturiamo la consapevolezza che per cambiare la situazione in ottica di miglioramento, dovremo cambiar paese.

Fase 2: La scelta della destinazione

Siccome non stiamo pianificando un viaggetto ma stiamo prendendo decisioni fondamentali per la nostra vita, dobbiamo scegliere la nostra meta. Questa è una fase delicata e non facile e bisogna rimanere il più razionali possibili senza lasciarci trascinare dall’euforia del momento.

  1. Fate una lista dei luoghi dove vivreste. Non necessariamente dove vorreste vivere (non tutti possiamo trasferirci in Polinesia e nuotare con i delfini anche se ci piacerebbe da matti, per intenderci).
  2. Cercate quante più informazioni potete sulle mete prescelte: tasso di disoccupazione, settori dove si trova più lavoro, lingue fondamentali da conoscere, prezzo delle case, necessità o meno di un proprio mezzo di trasporto, vivibilità, collegamenti con il vostro paese d’origine, scuole e sistema educativo (se partirete con dei figli), burocrazia necessaria.
  3. Cercate di contattare chi già ci vive: sicuramente avrete informazioni diverse da ognuno, poiché saranno il riflesso della loro esperienza. Fate un vostro bilancio personale.
  4. Scegliete per ogni Paese anche la città dove vi trasferireste. E non deve essere necessariamente la capitale, prendete in considerazione tutto il Paese in base ai fattori del punto 2.
  5. Restringete il campo a massimo 2 scelte, e fate una lista dei pro e contro.
  6. Se economicamente ve lo potete permettere, fate un viaggio di qualche giorno nel posto che avete scelto cercando non di viverlo con gli occhi del turista ma con quelli di un possibile cittadino. Vi ci vedete? Trovate qualche nuova oggettiva difficoltà o positività da aggiungere alla lista?Parlate con i locali, informatevi, abbiate la faccia tosta.

Fase 4: l’accettazione

Avete scelto la vostra meta, raccolto tutte le informazioni a riguardo e avete una vaga idea di quello che vi aspetterà. Ora dovete fare l’idea di partire vostra e farla diventare concreta. Iniziate a pensare cosa porterete con voi tanto per iniziare e quale sarà il vostro piano d’azione. Cercate un’appoggio per iniziare la vostra nuova vita (un conoscente, un ostello, un hotel.. Noi quando siamo venuti a vivere in Olanda abbiamo affittato un appartamento per 6 settimane ad esempio) e decidete la data di partenza. Comunicate a chi dovete la vostra decisione e preparatevi a sentirvi dare le più disparate opinioni, ma rimanete fermi sulla vostra idea se è veramente quello che volete.

Fase 5: L’espatrio

Siete pronti, la vostra avventura sta per avere inizio. Improvvisamente sarete pervasi da sensazioni controverse.. Guarderete dal finestrino dell’auto i panorami a voi famigliare consapevoli che non saprete quando li rivedrete. Vi sentirete eccitati, tristi, carichi e confusi, spaventati ed ottimisti, tutto allo stesso tempo.

Arriverete nella vostra nuova patria e dovrete abituarvi a tutto: il nuovo supermercato e i nomi dei prodotti, il clima, la vostra nuova casa, le abitudini del posto. E piano piano ce la farete.

Fase 6: L’espatriato e i suoi fantasmi

Ormai siete espatriato (o emigrato che dir si voglia) da tempo. Vi muovete perfettamente in quell’ambiente prima estraneo e vi sentite a casa. Oppure no. Oppure, avrete la sensazione di non appartenere a nessun luogo: quella non è casa vostra ma solo un luogo dove momentaneamente vi trovate a vivere, ma anche la vostra casa originaria ormai non vi appartiene più completamente.

Criticate il vostro nuovo Paese e allo stesso tempo ne vedete i lati positivi. Vi troverete a rispondere alle mail di chi vi chiede consigli proprio come chi già era qui fece prima di voi, con quella visuale disincantata di chi si trova costretto a vivere in un posto che non sarà mai casa sua.

Vivere in Kenya

Pronti a partire? 🙂

Sappiate che la motivazione è il 70% di tutto. Se c’è quella tutto è possibile. Se manca tutto sarà molto più difficile. Affidatevi al vostro cuore e ascoltate che cosa vi dice, trovate la motivazione e non abbiate paura dell’ignoto!

malaikadany

Nata in Italia nel 1980 con l'immenso desiderio di viaggiare e conoscere luoghi e culture sempre nuove. A 28 anni mi sono trasferita in Kenya dove ho vissut anni stupendi. Al momento mi trovo in Olanda con la mia splendida bambina e viaggio appena posso.

Potrebbero interessarti anche...

Nessuna risposta

  1. trentazero ha detto:

    Mio Dio, sono ricascata nella fase uno!!

    • malaikadany ha detto:

      A me la fase uno non abbandona mai…e me la porto dietro ovunque, per un po’ se ne sta buona buona in valigia ma poi scalpita e ricomincia. Non ho ancora trovato il posto che la possa calmare 😉 Ma voi quindi..Scozia? Quando??

      • trentazero ha detto:

        Sempre a giugno.
        Abbiamo inoltrato la richiesta alle universita’ ma siamo fuori tempo… in ogni caso andremo in avanscoperta.
        Spero ci prendano subito per non perdere un altro anno! 🙂

  2. Donatella ha detto:

    Per me sta per arrivare la fase n. 5 e se l’ansia è a mille, la motivazione e’ al 100%!!

  3. Daniel Saintcall ha detto:

    Deve essere molto difficile lasciare un posto dove hai passato un pò del tuo tempo . Molto bello come articolo e su queste cose è meglio saperle perchè prima o poi forse le dovrai affrontare una volta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *